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  Il Goleto, sorto in territorio di Nusco, presso l'Ofanto, avuto in donazione da Ruggero Sanseverino, signore di Monticchio, è un esempio di monastero doppio (per maschi e per femmine) non del tutto insolito a quei tempi. Duro era il tenore di vita dei religiosi e delle religiose, che stimavano illecito mangiare carne, formaggio e uova; il loro vitto consisteva in solo pane, pomi ed erbe crude in tre giorni della settimana, negli altri in pane e una sola vivanda condita con olio.
Agnese, la prima badessa del monastero di San Salvatore, depose il corpo di Guglielmo da Vercelli in un sarcofago forse appartenente a un antico sepolcro romano. Il nuovo sepolcro "opus eximium" è opera pregevole del maestro Orso.
Nella comunità delle vergini presero il velo fanciulle della grande nobiltà appartenenti alle famiglie del Regno: Orsini, Gesualdo, Filangieri, Sanseverino, Brancaleone, Caracciolo, Carafa, Correale, Monforte, Santacroce.

La badessa Marina fece costruire nel 1247 una bellissima cappella; la badessa ottenne la conferma dei beni donati da Ruggero Sanseverino con l'aggoiunta del diritto al pascolo, far legna e cavare le pietre da tutto il territorio di Monticchio dietro compenso di 1800 ducati.

                                                                                             Vincenzo Napolillo

Annotazioni di Vincenzo Napolillo su "Fondazione del Monastero del Goleto"